Sviluppo e Infrastrutture

Per rendere l’area metropolitana vivibile e favorire la riconversione produttiva delle attività primarie e del terziario avanzato, occorre definirne le linee guida e i servizi necessari, affidandone la programmazione e la realizzazione a una “Agenzia di Sviluppo” di alto profilo tecnico (espressione degli operatori economici e sociali, dell’università e dei centri di ricerca), che abbia l’obiettivo di definire un nuovo modello di città economica.

Un ripensamento della città pubblica va avviato partendo da scelte precise:

il completamento delle piccole e medie infrastrutture esistenti e incompiute, come la Lungoirno, il Trincerone e la Cittadella giudiziaria;

la realizzazione di reti materiali e immateriali di supporto al vivere, guidato da un “Piano dei servizi alle famiglie e alle persone”;

"Progetti speciali" per dare organicità e ruolo alla città diffusa, penalizzata dall’obsolescenza delle infrastrutture e dall’insufficienza dei trasporti pubblici

una politica dell’ambiente urbano in cui siano centrali la biosfera e l’economia circolare, la rigenerazione, l’uso e il riuso, l’integrazione sociale e del territorio

la costruzione della “cittadella sanitaria” sul modello “policlinico”, in cui convivano e si integrino assistenza didattica e ricerca;

un “Piano del produrre” che ripensi il ruolo della città al servizio della produzione di beni e servizi, nella prospettiva della riconversione ecologica e digitale dell’economia e delle scelte infrastrutturali promosse dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Recovery Plan);

istituzione di un tavolo di discussione intorno al porto (competenze fra autorità portuale e demanio dello Stato; interazione dell’attività portuale con il resto della città; rapidità di smistamento delle merci; incentivazione delle autostrade del mare);

istituzione di un Comitato di Garanzia sulle opere pubbliche incompiute della città

partecipazione a bandi europei per la riqualificazione delle periferie.

A tali fini, assumono rilevanza strategica:

il prolungamento della Tangenziale fino all’aeroporto di Pontecagnano;

il potenziamento della strada Salerno-Avellino;

la riqualificazione della fascia costiera e gli interventi di depurazione delle acque marine;

il completamento di Salerno Porta Ovest;

la creazione di piste ciclabili;

la realizzazione dei parcheggi;

la piena fruizione della stazione marittima di Zaha Hadid;

la razionalizzazione, la riorganizzazione e l’adeguamento delle infrastrutture portuali, promuovendo la mobilità intermodale di persone e merci;

la riqualificazione ambientale e la piena ottimizzazione ai fini logistici delle aree della cava di Cernicchiara;

il potenziamento degli impianti di distribuzione con metano e gpl e il piano di installazione di colonnine elettriche nella città;

navette dedicate per garantire il collegamento con il Conservatorio;

il prolungamento dell’alta velocità/capacità ferroviaria da Salerno a Reggio Calabria, che con la realizzazione dei terminali intermedi di Baronissi e Battipaglia, consentirà di riconvertire la rete ferroviaria attuale in “metropolitana regionale”, prolungandone la tratta, da un lato, fino a Fisciano e da lì a Sarno (dove vi sarà un raccordo con la circumvesuviana), e dall’altro versante, fino all’aeroporto e a Battipaglia, per proseguire verso il Cilento.

Si tratta di alcuni riferimenti progettuali, in parte già finanziati, in parte da sostenere perché vengano inseriti nel Pnrr e nel Piano strategico europeo 2021-2027. 

Uno dei primi atti della nuova amministrazione Comunale dovrebbe essere un “Piano Città” da inviare al Governo regionale e nazionale.