Politiche Sociali e Lotta all'Emarginazione

È arrivato il momento di sottrarre al clientelismo il mondo della sussidiarietà sociale. Dobbiamo passare da una gestione arbitraria delle risorse ad un modello trasparente che si basi sulle reali performance espresse da operatori scelti attraverso procedure di evidenza pubblica.

 

Tutto il terzo settore, dal mondo cattolico alle associazioni laiche, va valutato sulla base di parametri oggettivi.

 

È necessario integrare gli strumenti comunali con quelli nazionali di contrasto alla povertà, a partire dal reddito di cittadinanza, per evitare di continuare a disperdere energie con azioni scoordinate.

 

Dobbiamo riorganizzare il terzo settore in modo più accurato, assicurando interventi verso gli immigrati, affrontando il problema delle abitazioni come fattori determinanti di inclusione e di benessere sociale. In particolare, andrebbe facilitata la soluzione dei problema dell’abitazione per le giovani coppie. Il centro della nostra azione sarà lo sviluppo dell’assistenza per le persone con disabilità, con un sostegno alle loro famiglie,  e le micro-aree della salute anche con l’apertura di case della salute e l’istituzione degli Osco nei quartieri periferici. 

 

Il concetto di  servizio  sociale  deve essere svecchiato: bisogna promuovere l’innovazione dello sviluppo del senso  di  comunità ad ogni livello. Il disagio ambientale e sociale allontana le persone dal proprio territorio, lasciandole in solitudine. Il ruolo  dei servizi sociali è quello di trasformare la persona debole in risorsa per la comunità. Il progetto di comunità inclusiva si può realizzare attraverso la definizione di una strategia integrata tra i diversi assessorati per individuare e valorizzare le persone più svantaggiate “restituendole” nello stesso tempo al territorio di appartenenza. 

 

Oggi  sempre più persone entrano silenziosamente nell’area della povertà a causa della perdita del lavoro,  dell’allentamento dei  legami  sociali dovuti alle congiunture socio-ambientali, dell’insorgenza di  malattie, della terza età,  delle  separazioni, in particolare quando ci sono figli. Sempre più osserviamo situazioni difficili da intercettare, sia perché i disagi che attraversano le persone restano invisibili rispetto a come sono strutturati i servizi, sia perché le persone portatrici di questi disagi hanno difficoltà ad esplicitare la loro nuova condizione.

Riformulazione del sistema dei servizi sociali

Sviluppando le idee proposte dalle tante professionalità presenti nella nostra coalizione, e ascoltando le persone direttamente interessate alle problematiche sociali, sono stati evidenziati alcuni punti critici fondamentali che riguardano la progettazione, la realizzazione e la valutazione dei servizi sociali attuali.

Obiettivi prioritari sono:

abbandonare il vecchio concetto che vede il servizio elargito alla persona fragile come assistenzialismo stimolando azioni che valorizzino un nuovo approccio teso a tutelare la dignità e l’autonomia della persona;

attivare politiche di prevenzione direttamente sul territorio;

pianificare gli interventi in modalità integrata e polivalente;

attivare il controllo e la trasparenza della spesa sociale;

accreditare e monitorare gli enti ai quali affidare dei servizi di assistenza domiciliare a disabili, anziani e minori.

È necessario potenziare la collaborazione fra gli esperti delle varie associazioni e cooperative attive sul territorio a supporto dei servizi sociali.

Gli esperti individuati, infatti, insieme alla squadra del Comune e della ASL, devono aggiornare frequentemente le linee guida per gli interventi e i format per la valutazione e la rendicontazione dei progetti finanziati.

Le politiche sociali devono avere l’obiettivo di sviluppare il concetto di comunità, rendendolo reale, concreto e vivo. Questo processo deve prevedere la prevenzione del disagio, che si può realizzare attraverso una progettazione partecipata e strategica degli interventi unita ad un approccio sinergico tra le diverse competenze.

Il Servizio Sociale Territoriale deve essere ricostruito recuperando la dimensione comunitaria attraverso un welfare interdipendente e coordinato con le politiche abitative, della formazione, del lavoro, della cultura. Un primo passo per innovare consiste nel sostituire il concetto della monetizzazione del bisogno con progetti mirati alla promozione e alla creazione delle opportunità per le persone intesi nella concretezza del lavoro e dell’inserimento sociale.

È necessario innanzitutto attivare processi di prevenzione del disagio e promuovendo stili di vita orientati alla capacità di autodeterminarsi e di crescere.
Nel campo dei servizi sociali l’organizzazione è inoltre fondamentale per raccordare i bisogni e i problemi degli utenti con le risorse dell’ente.

Il ruolo del servizio sociale non si può più immaginare come semplice erogatore di prestazioni sociali, questo deve avere la capacità di progettare, proporre e guidare proposte innovative in ambito di:

Quali gli interventi concreti da realizzare?

Azioni sui minori
Interventi sulle povertà e la prostituzione
Interventi sui detenuti ed ex detenuti
Assistenza domiciliare per disabili, anziani e minori

L’attuale servizio di assistenza domiciliare per disabili, anziani e minori a rischio e in  generale le politiche finora messe in atto sulla disabilità e sul disagio sociale vanno completamente ripensate.

Si deve procedere a:

Interventi per anziani
Interventi contro le dipendenze

I  problemi  legati  alla  dipendenza  da  sostanze  (droga,  alcol,  farmaci) vengono attualmente estesi ai comportamenti compulsivi che riguardano il gioco d’azzardo patologico, la dipendenza da tecnologia e i problemi alimentari.

 

Gli interventi previsti riguardano:

Interventi contro le dipendenze​ - Prevenzione
Interventi contro le dipendenze​ - Recupero
Interventi contro le dipendenze - Reinserimento Sociale

Ogni servizio deve essere monitorato, relazionato e rendicontato, con cadenza predefinita. Ogni soggetto attuatore ha l’obbligo di contribuire alla creazione di un data  base sui  bisogni effettivi individuando le buone pratiche per il miglioramento degli interventi futuri.

 

La ricchezza inestimabile della nostra comunità sono i bambini e le bambine. La politica  dell’infanzia è la priorità assoluta da porre al centro della nostra azione di governo da sviluppare in condivisione con i bisogni delle famiglie e rendere coerente con i diritti dei bambini.

 

Particolare attenzione sarà posta nella realizzazione di spazi-gioco all’aperto dei quali la città è particolarmente carente soprattutto nei quartieri e recuperare ambienti al momento in stato di abbandono da adibire a ludoteche comunali da gestire su prenotazione per feste ed eventi.

 

Saranno condotte indagini periodiche presso i genitori sul grado di soddisfazione dei servizi offerti.

 

Sarà garantito il diretto coinvolgimento delle scuole nell’attività di comunicazione dell’amministrazione (Web Tv, Sito internet, Social network).