Partecipazione Democratica

La prima esigenza da condividere è contribuire ad un incremento della partecipazione democratica per la costruzione del bene comune, in cui il pluralismo delle posizioni sia percepito da tutti come risorsa e non come ostacolo da abbattere. Intendo perciò sostenere la partecipazione di tutte le componenti sociali alla crescita culturale sociale ed economica della comunità salernitana (sostenibile, equa e duratura).

Un primo argine per limitare la personalizzazione della politica istituzionale va ricercato nel rafforzamento della partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni e nel rilancio del ruolo del Consiglio comunale, l’unico presidio democratico in cui è rappresentata tutta la Comunità. La visione è quella di un Comune come una “Casa di vetro”, trasparente e contro ogni forma di corruzione.

La prossima consiliatura deve ribaltare il paradigma degli ultimi 28 anni mediante l’istituzione di forme, alcune sperimentate altre inedite, di partecipazione:

il riconoscimento della funzione propositiva e di controllo affidata ad organismi elettivi a livello di quartiere, nel rispetto delle modifiche intervenute a livello legislativo e nel quadro innovativo del modello della città pluricentrica (detta anche dei 15 minuti)

il decentramento dei servizi amministrativi e dei servizi tecnici, avvalendosi della digitalizzazione. Con il raccordo delle realtà sociali insediate nei quartieri, delle associazioni culturali, delle biblioteche, degli spazi teatrali e musicali, di forme di sperimentazioni e attività formative. Con l’apertura pomeridiana e serale delle scuole.

il rafforzamento del Consiglio, restituito alla sua funzione “legislativa” e “di controllo” attraverso una revisione del regolamento

lo snellimento delle procedure amministrative, il potenziamento e l’ammodernamento tecnologico degli uffici (digitalizzazione);

la rendicontazione e il controllo sociale dell’azione amministrativa;

l’istituzione del difensore civico;

la piena attuazione del referendum municipale;

l’istituzione delle Consulte concepite come organismi indipendenti e terzi: della sanità - del lavoro e delle attività produttive - della cultura - della scuola, della formazione, dei rapporti con l’Università - del Forum dei giovani - dello sport - dei beni comuni;

gli incarichi pubblici assegnati sulla base delle reali competenze, senza privilegi o corsie preferenziali, valorizzando il contributo degli ordini professionali, dell’Università e delle associazioni di categoria.