Città Diffusa

L’incertezza determinata dalla pandemia impone scelte che tengano conto di un dato storico strutturale: Salerno è entrata nel XXI secolo senza una nuova identità, priva di corpo sociale e del lavoro ben organizzato.

Si è trattato di un blocco dovuto alla difficoltà della classe dirigente a cogliere le spinte della modernità; e all’improvvida decisione di rinunziare al progetto della città diffusa in cui far prevalere i servizi, il verde, il vivere e le funzioni di vicinato, per attuare, di contro, quello della città compatta, in cui dominano la concentrazione di funzioni e le costruzioni.

Bisogna, perciò, rilanciare uno speciale modello di area metropolitana che comprenda, con funzione interattiva, tutti i comuni confinanti. Una città a stella con raggi di comunità da e verso la costiera, da e verso Cava e Nocera, da e verso l’Università, da e verso l’aeroporto. Un’area vasta, in cui “Smart City” significhi accessibilità ed opportunità per tutti, in grado di competere a livello meridionale e nazionale. Va, a tale fine, costituito un coordinamento tra i sindaci dei comuni limitrofi per condividere modelli gestione dei servizi, standard urbanistici e ambientali coerenti in un’ottica di costruzione della “città pubblica e del paesaggio”.

Il trend demografico della città di Salerno ha mostrato chiaramente che il territorio urbano continua a registrare un costante calo dei residenti, proporzionalmente inverso al livello di consumo del territorio, con numerose aree del reticolo urbano sottoposte ad interventi di edilizia residenziale. I temi del risparmio del suolo e del recupero edilizio sono strettamente legati al livello di vivibilità della città, dove si avverte forte l’esigenza di un cambiamento del ciclo edilizio che sposti l’attenzione sulla rigenerazione del tessuto urbano, sulla riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio esistente. Consumo di suolo zero non significa congelare il settore dell’edilizia, al contrario ne consente un ulteriore sviluppo purché avvenga a saldo zero, puntando sul riutilizzo e sulla sostituzione, anche ridestinando o ripristinando a usi agricoli o seminaturali aree di pari superficie in precedenza urbanizzate e impermeabilizzate. È perciò necessario introdurre nella pianificazione urbanistica e territoriale il principio del riciclo e dell’economia circolare, già espresso nella strategia Europa 2020, con l’obiettivo finale di separare lo sviluppo urbano dal consumo della risorsa suolo.

Perciò uno dei temi su cui sicuramente la cittadinanza dovrebbe essere coinvolta è una discussione seria e puntuale della variante di revisione decennale del PUC deliberata dal Consiglio comunale.

È decisivo valorizzare e tutelare la presenza di spazi verdi in città e la loro distribuzione. Questo vuol dire rinunciare a nuove e indiscriminate cementificazioni delle poche aree verdi rimaste, ma anche garantire la pulizia radicale e ordinaria della città.

È altrettanto importante favorire un piano di riqualificazione degli edifici esistenti in direzione dell’efficientamento energetico e della sostenibilità ambientale, abbattendo quelli fatiscenti e mettendo in sicurezza quelli esposti a rischio.